Lo stesso dato, tre volte
La tariffa la scrivi sul gestionale, poi sul channel manager, poi la controlli sui portali. Ogni passaggio è un punto in cui i tre numeri possono divergere — e quando divergono lo scopre l'ospite.
Guida alla scelta
Tutti i gestionali sanno registrare una prenotazione. La differenza si vede su quello che succede dopo: quante volte devi riscrivere lo stesso dato, e quante decisioni prendi guardando fogli che ti sei fatto da solo.
Il problema
Quasi nessuno cambia gestionale perché quello che ha «non funziona». Lo cambia perché si è accorto di quanto lavoro fa lui al posto del sistema — e di solito lo scopre da tre sintomi.
La tariffa la scrivi sul gestionale, poi sul channel manager, poi la controlli sui portali. Ogni passaggio è un punto in cui i tre numeri possono divergere — e quando divergono lo scopre l'ospite.
L'occupazione del mese scorso la sai. Quella dei prossimi trenta giorni te la calcoli a mano, quando hai tempo — cioè quando la decisione che serviva l'hai già presa.
La governante ricopia il tableau, chi è in ricevimento ricontrolla le disponibilità, tu rifai i conti. Nessuno di questi lavori compare in un preventivo, e tutti e tre si pagano ogni mese.
I criteri
Non «quante funzioni ha», ma quanto lavoro toglie. Sono le stesse cinque aree su cui è costruito il check-up, e si possono chiedere a qualunque fornitore prima di firmare.
| Criterio | Registro delle prenotazioni | Gestionale completo |
|---|---|---|
| Un dato si scrive una volta sola | Tariffe e disponibilità si ripetono su channel manager e portali | Inventario unico: si scrive nel gestionale e arriva ai canali, restrizioni comprese |
| Numeri sul futuro, non solo sul passato | no | sì |
| Il lavoro ripetitivo lo fa il sistema | Elenchi da stampare | Messaggi agli ospiti, piano pulizie e foglio dei pasti generati dai soggiorni |
| Adempimenti italiani inclusi | Tassa di soggiorno da ricalcolare a mano | Tassa e schedine alloggiati calcolate dai dati già inseriti |
| I conti si chiudono sugli stessi dati | no | sì |
| Prezzi e costi come strumenti a sé | no | Si aggiungono quando serve, e si collegano anche a un gestionale di terzi |
«Registro delle prenotazioni» non è un insulto: per una struttura piccola e stabile può bastare. Il confronto serve a sapere cosa non stai comprando.
Il costo vero
Il prezzo di listino è la parte facile del conto. Le voci che si scoprono dopo sono tre, e insieme valgono spesso più dell'abbonamento.
Per il quadro completo dei costi di mercato — fasce di prezzo per camera, setup, voci nascoste — c'è una pagina dedicata: quanto costa un PMS per hotel.
Dove entriamo noi
È il gestionale che abbiamo costruito per rispondere a quelle cinque domande con un sì: un inventario solo, i numeri sul futuro, il lavoro ripetitivo automatizzato e gli adempimenti italiani dentro invece che accanto. Prezzi e controllo dei costi sono strumenti a sé (RatePilot e CostCore): si accendono quando servono, e funzionano anche sopra un gestionale che non è il nostro.
Due o tre settimane per una struttura singola, contando la migrazione dei dati e l'affiancamento. La parte lunga non è tecnica: è decidere quali dati vale la pena portare dietro.
Il momento giusto è la bassa stagione, e la regola è non fare mai il passaggio con la casa piena.
Dipende da quale. Alcuni si collegano, altri sovrappongono funzioni che il gestionale ha già — e in quel caso pagheresti due volte per lo stesso lavoro, con due verità sulle disponibilità.
È una delle prime cose da guardare, prima del prezzo.
Serve se il lavoro ripetitivo lo stai facendo tu. Il numero di camere conta meno di quanto sembri: una struttura piccola con molti canali e molte tariffe ha più bisogno di automazione di un hotel grande con una tariffa sola.
Se hai poche camere, pochi canali e prezzi stabili, un registro può bastare — e te lo diciamo.
Sono tuoi, e devi poterli portare via. La domanda da fare a qualunque fornitore è: «in che formato me li esportate, e quanto costa?». Se la risposta è vaga, quella è la risposta.
Nessuna: PMS (property management system) è il nome inglese della stessa cosa. In Italia si usano entrambi, e chi vende tende a usare l'inglese quando vuole far sembrare nuovo un registro.
Dieci domande, tre minuti, e sai su quali due aree conviene intervenire — che a volte non sono il gestionale.
Fai il check-up